Sapete qual è la cosa bella dei whynotter?

Che whynotter non si diventa, o almeno, non credo si possa diventarlo.

O nasci whynotter o proprio non lo sei. E se non lo sei, magari ti capiterà anche di odiarli un po’ questi pazzi, sempre entusiasti della vita, che se gli chiedi “vai a prendermi la luna” ti dicono “aspetta che penso un attimo a quale sia il modo migliore per arrivarci alla luna, che poi vado, m’incammino e te la porto qui, la luna.”

Comunque, dicevamo, whynotter non lo diventi. Whynotter ci nasci. Ce l’hai nel DNA. E passi anni della tua vita a sentire gli altri parlare di te in un certo modo…e poi un giorno fai l’incontro del secolo. Quello che cambia la tua vita.

Incontri quel qualcuno che ti dice che sei un Whynotter.

All’inizio ti chiedi cosa voglia dire. Poi capisci che è semplicemente una sorta di definizione di quello che sei. E che vuoi continuare a essere.

Perché, agendo in concreto, i whynotter raggiungono ciò che gli altri ritengono irraggiungibile.

Come insegna questa storiella.

The yesbutters have all the answers…. Yesbut we’re different. Yesbut we can’t afford it. Yesbut our business doesn’t need it. Yesbut we couldn’t sell it to our workforce. Yesbut we can’t explain it to our shareholders. Yesbut let’s wait and see. All the answers. All the wrong answers!

Whynotters move Companies, so the next time you’re in a meeting, look around and identify the yesbutters, the notnowers and the whynotters. God bless the whynotters, they dare to dream, and to act. By acting, they achieve what others see as unachievable!

Before the yesbutters yesbut you right out of business, “why not”, indeed?

- Author Unknown -

 

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